Il sistema di allarme viene controllato tramite un organo di comando che deve, soprattutto, soddisfare le esigenze degli utilizzatori. La chiave, reale o virtuale che sia, deve rispondere a precisi requisiti: elevato numero di combinazioni, difficoltà di riproduzione, resistenza ai tentativi di manomissione.
Oltre a mettere il sistema in riposo ed in servizio, i dispositivi più evoluti offrono alcuni servizi addizionali, e consentono l’attivazione di apparecchiature accessorie.
L’organo di comando fa parte della centrale, e spesso è possibile aggiungere un organo ulteriore, differente dal principale.
LA CHIAVE MECCANICA
L’organo di comando più semplice ed economico è rappresentato da un interruttore comandato da una chiave. Il codice è meccanico, e si trova all’interno del cilindro. Le difficoltà nel proteggere il cilindro, i contatti ed i collegamenti elettrici, limitano l’uso di questo dispositivo, che viene spesso montato a bordo della centrale ma raramente viene utilizzato per il comando remoto.
LA CHIAVE ELETTRONICA
La chiave elettronica digitale contiene una memoria programmabile, con il codice dell’impianto. Normalmente le combinazioni sono oltre 4 miliardi, e la generazione del codice è assolutamente casuale. Il riconoscimento della chiave avviene all’interno della centrale d’allarme, mentre la chiave può essere connessa tramite inseritori remoti; il cavo di collegamento è a prova di manomissione. La chiave elettronica consente l’utilizzo parziale dell’impianto, e le spie sugli inseritori forniscono le principali segnalazioni. In caso di smarrimento o sottrazione di una o più chiavi, è possibile generare un nuovo codice e memorizzarlo nelle chiavi residue, ed in altre chiavi nuove.
IL RADIOCOMANDO (o TELECOMANDO)
Il dispositivo più comodo per controllare a distanza qualsiasi apparecchiatura è certamente il radiocomando, forma evoluta di chiave elettronica che non richiede alcun collegamento diretto. I più recenti algoritmi di cifratura rendono inutile qualsiasi intercettazione dei segnali radio, e la disponibilità di diversi tasti consente un utilizzo molto versatile, facile e sicuro. I trasmettitori hanno codici differenti, che devono essere appresi dall’unità ricevente, ed ogni utente del sistema ha il proprio trasmettitore; in caso di necessità è possibile memorizzare nuovi trasmettitori o disabilitarne alcuni. Oltre allo stato di servizio dell’impianto, il radiocomando può attivare richieste di soccorso, accensione di luci, apertura di porte. Il sistema di allarme genera opportuni segnali acustici che confermano la ricezione dei segnali e l’esecuzione dei comandi.
TASTIERE E CODICI
Il codice numerico, che deve essere introdotto attraverso una tastiera, è una chiave virtuale. La sua sicurezza dipende dalla lunghezza – sei cifre hanno un milione di combinazioni – e dal sistema, che limita i tentativi di accesso. Non ha batterie da sostituire, problemi di falsi contatti, può essere modificato facilmente, e può essere comunicato a distanza in caso di necessità. Anche i sistemi collegati con il telefono utilizzano codici numerici per le interrogazioni e per inviare i comandi. E’ il sistema ideale per coloro che non vogliono portare con se chiavi di alcun tipo. Il codice viene introdotto tramite una o più tastiere, che possono essere anche a distanza notevole dalla centrale. La tastiera consente la visualizzazione completa dello stato del sistema e della sua storia, quando è collegata con centrali che dispongono di orologio, calendario, e memoria degli eventi. I codici vengono riconosciuti all’interno della centrale, e quindi eventuali manomissioni delle tastiere, non compromettono l’affidabilità del sistema di allarme.
Quando l’organo di comando si trova all’interno della zona protetta, è previsto un certo tempo – solitamente circa un minuto – per l’uscita, mentre alcune decine di secondi servono per mettere a riposo il sistema, al ritorno. E’ opportuno prevedere un avviso acustico di preallarme, che ricordi all’utente di agire sul sistema evitando allarmi impropri. I circuiti di temporizzazione interni alla centrale provvedono a queste funzioni, oltre a determinare la durata dell’allarme.
Il sistema di allarme funziona a bassa tensione (12 Volt corrente continua) e necessita di un adatto alimentatore, collegato alla tensione di rete (230 Volt corrente alternata).
L’alimentatore deve garantire il necessario isolamento, e la più alta immunità ai disturbi presenti sulla rete elettrica. Il funzionamento continuo è possibile grazie alla presenza di una batteria ricaricabile, ermetica, che non richiede manutenzione. Continua a leggere
Il sistema di allarme deve essere adeguato ai locali ed ai beni da proteggere, ed anche agli utilizzatori. Richiede accurata progettazione, e deve essere associato ad opportune difese fisiche, insieme ad un comportamento attento, prudente ed anche un po’ diffidente. La sicurezza deriva dalla prevenzione, cioè dalla capacità di valutare i rischi ed attuare le misure necessarie ad evitarli od almeno a ridurli. L’utilizzo deve essere quotidiano e non occasionale, il comando deve essere semplice, ed anche le operazioni di verifica della funzionalità devono essere agevoli. Il sistema deve essere conforme alla normativa, deve essere accompagnato da istruzioni per l’uso, e deve essere sottoposto a regolare manutenzione.
Quando la stesura dei cavi non è possibile, si ricorre al collegamento radio. Le poche frequenze disponibili sono molto sfruttate, e non esiste la certezza assoluta di ricevere il breve segnale di allarme trasmesso da un sensore. È quindi opportuno utilizzare sempre sensori collegati via filo, e limitare al minimo indispensabile i sensori via radio. La situazione è differente per i radiocomandi, poiché è sempre possibile ripetere la trasmissione in caso di mancato funzionamento.
Dopo avere scelto i sensori in funzione dell’ambiente da proteggere, è possibile scegliere la centrale più adatta.
Solitamente la centrale provvede anche all’alimentazione dei sensori, e per questo motivo deve essere collegata alla tensione di rete: quando questa manca, un accumulatore provvede ad alimentare l’intero impianto. Continua a leggere
I sensori possono essere divisi in due grandi categorie: perimetrali e volumetrici, anche se a volte queste definizioni risultano poco precise. Indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, i primi segnalano l’apertura di un serramento, mentre gli altri segnalano i movimenti nel volume protetto. Poiché nessuna protezione è perfetta, i migliori risultati si ottengono integrando i due tipi. Continua a leggere
Il sistema di allarme deve essere realizzato in funzione dei locali da proteggere e delle esigenze degli utilizzatori, e richiede una attenta progettazione: non esiste la soluzione universale, adatta a tutti gli ambienti ed a tutti gli utenti.
Dopo avere definito le caratteristiche della struttura da proteggere, ed aver valutato il rischio di intrusioni, si scelgono isensori più idonei, per tipologia e numero, esaminando anche la possibilità di utilizzare il sistema di allarme in modo parziale, rimanendo all’interno dei locali protetti. Continua a leggere
COME SCEGLIERE L’IMPIANTO DI SICUREZZA
E’ indispensabile tenere conto dei rischi, delle proprie abitudini, della tipologia della casa, dei costi di gestione dell’impianto di sicurezza ed anche, perché no, dell’estetica della casa aspetto spesso importante e da non trascurare. Teniamo ben presente che lo scopo di un sistema di sicurezza è quello di scoraggiare o di ritardare le intrusioni.
E’ fondamentale prendere atto che l’efficacia della protezione si basa su 3 punti fondamentali :
1. tempo di rilevazione necessario all’impianto elettronico per dare l’allarme
2. dal tempo di resistenza che gli elementi strutturali della casa oppongono al ladro, una volta scattato l’allarme
3. dall’immediato intervento da parte delle Forze dell’Ordine o degli Istituti di Vigilanza privati per interrompere l’azione furtiva.
Per quanto riguarda il tipo di impianto è necessario sapere che due sono i tipi di protezione che è possibile installare, la prima di tipo perimetrale la seconda di tipo volumetrico. Ovviamente il consiglio è di abbinare i due tipi di protezione, in questo modo si arriva a diminuire il rischio di furti fino all’80%.

Antintrusione – Introduzione
La costante diffusione della microcriminalità impone la necessità di sorvegliare le proprie cose, ed anche di proteggere le persone. L’evoluzione tecnologica, con la disponibilità di nuovi componenti elettronici, a partire dagli anni ’70 ha reso possibile la realizzazione di sistemi di allarme a basso costo, sostanzialmente semplici nell’uso e adeguatamente affidabili.
1. COME SCEGLIERE L’IMPIANTO DI SICUREZZA
2. I COMPONENTI DEL SISTEMA DI ALLARME
3. I SENSORI ANTIINTRUSIONE
4. LA CENTRALE DI ALLARME
5. ALIMENTATORE E BATTERIA
6. I TEMPORIZZATORI
7. GLI ORGANI DI COMANDO
8. GLI AVVISATORI DI ALLARME
9. COMBINATORI TELEFONICI
10. I SISTEMI VIA RADIO
11. LA FUNZIONALITA’
12. CONFORMITA’ E COLLAUDO
13. LA MANUTENZIONE
14. ISTRUZIONI PER L’USO
15. Link a siti di produttori e distributori di antintrusione.