Che cosa è il Jailbreaking?
Cha sarà mai questo Jailbreaking?
Letteralmente tradotto dall’inglese vuole dire evadere!
E si! I possessori di possessori di iPhone, iPod touch e iPad possono sentirsi intrappolati nel sistema operativo della Apple.
Non possono modificare i file di sistema originali, non possono accedere alle cartelle di sistema del proprio dispositivo.
Ma a questo c’è una soluzione! Appunto il JailBreaking, con l’aiuto di un computer ( PC o MAC ) e di un programmino ( “PwnageTool” e “QuickPwn” per Mac e per Windows “WinPwn” e “QuickPwn” ) si modificano i file di sistema e il nostro amato dispositivo è libero di scaricare applicazioni che mamma Apple voleva tenerci lontano, tramite l’App Store e attraverso applicazioni non ufficiali come Cydia, Icy, Rock e Installer.
Cydia è l’applicazione più diffusa mentre Icy ed Installer ormai non più supportate dagli sviluppatori ed usati raramente.
Non preoccupatevi un iPhone evaso rimane comunque in grado di lanciare ed aggiornare applicazioni comprate dallo store ufficiale.
Ora che sapete cosa è il Jailbreaking, divertitevi a trovare migliaia di applicazioni, temi e giochi gratuiti.
Valori standard resistori
I valori standard o normalizzati per i resistori sono stabiliti in base alla norma IEC 60063, che fissa delle tabelle da utilizzare a seconda della tolleranza (valide anche per i condensatori).
In base a queste tabelle possiamo conoscere quali valori di resistori sono disponibili in commercio per adeguarli ai nostri progetti.
A seconda della tolleranza consentita la norma IEC 60063 definisce diverse serie a seconda di quanti valori contengono:
E6 ( 20%): 10 15 22 33 47 68
E12 ( 10%): 10 12 15 18 22 27 33 39 47 56 68 82
E24 ( 5%): 10 11 12 13 15 16 18 20 22 24 27 30
33 36 39 43 47 51 56 62 68 75 82 91
Esistono altre serie oltre a quelle menzionate che si differenziano per la tolleranza:
la la E48 (2%), la E96 (1%) e la E192 (0,5%).
La più utilizzata normalmente è la E12.
I RESISTORI ( o resistenze) e la tabella del codice colori
Le resistenze possiedono 4 bande colorate che permettono di stabilirne il valore.
Le bande si leggono nel seguente modo:
1° e 2° Banda: valore numerico della resistenza;
3° Banda: moltiplicatore espresso in ohm, KΩ (1KΩ = 1000 Ω ) o megaΩ (1 MΩ = 1000 KΩ = 1.000.000 Ω);
4° Banda: % di tolleranza;
Per leggere correttamente il valore occorre posizionare la resistenza con i valori di tolleranza (generalmente i colori oro o argento) sulla destra.
Esistono anche alcune resistenze (di precisione) che hanno 3 bande anziché 2, per la determinazione del valore numerico e un’ultima banda colorata che ne specifica il coefficiente di temperatura.
Antintrusione – 14 – ISTRUZIONI PER L’USO
La conoscenza corretta del funzionamento del sistema di allarme permette il miglior utilizzo ed anche la pronta identificazione di eventuali problemi. Gli utilizzatori devono disporre di tutte le informazioni necessarie, e devono custodire con cura la documentazione tecnica delle apparecchiature, per agevolare interventi successivi. Prove pratiche possono migliorare la confidenza degli utenti, che devono dimostrare la piena capacità di utilizzo del sistema.
Antintrusione – 13 – La manutenzione di un sistema di antintrusione
Come ogni macchina complessa, il sistema di allarme necessita di verifiche periodiche. Lo stato delle batterie, la sensibilità dei sensori, l’usura degli organi di comando, le condizioni dei cablaggi, devono essere controllati attentamente, con regolarità. Certe apparecchiature sono in grado di segnalare la presenza di anomalie, ed anche di comunicarle a distanza, agevolando le operazioni di manutenzione.Il cattivo funzionamento spesso dipende dalla mancata manutenzione; i contratti di manutenzione programmata riducono inoltre la responsabilità dell’utilizzatore.
Antintrusione – 12 – Conformità e collaudo del sistema di antintrusione
La normativa stabilisce i requisiti minimi per le apparecchiature e per gli impianti di allarme, ed anche le modalità di prova e collaudo.
Norme specifiche per prodotti ed impianti indicano come evitare i rischi di folgorazione, ed altre norme stabiliscono i criteri di resistenza alle manomissioni, al vandalismo, ed agli agenti atmosferici.
Il rispetto della normativa è obbligatorio, ed è obbligatorio anche, prima della consegna, procedere ad un collaudo completo dell’impianto. Variazioni ai luoghi protetti solitamente richiedono adeguamenti del sistema di allarme.
Antintrusione – 9 -I combinatori telefonici per il sistema di antintrusione
Con la diffusione della telefonia cellulare, la chiamata automatica raggiunge praticamente chiunque in qualsiasi momento. Il combinatore telefonico interviene in caso di allarme, ma non solo: può essere attivato da richieste di soccorso, e può segnalare problemi tecnologici o di alimentazione. La mancanza della tensione di rete, ad esempio, non riguarda solo il sistema di allarme, ma anche frigoriferi, congelatori, sistemi di climatizzazione.
Il combinatore telefonico può avere un proprio contenitore, ma può anche essere alloggiato all’interno della centrale, ed in questo caso spesso consente altre funzioni di telegestione del sistema. Gli apparecchi più comuni hanno un contenitore dedicato, che contiene anche una batteria che ne garantisce il funzionamento indipendentemente dalla centrale di allarme. Gli apparecchi in grado di rispondere alle chiamate, permettono il controllo a distanza del sistema ed altri dispositivi (climatizzazione, ecc.), semplicemente telefonando ed utilizzando la tastiera del telefono per trasmettere codici di identificazione e comandi operativi.
Negli ultimi anni si sono andati affermando i nuovi sistemi GSM che risolvono tutti gli inconvenienti dei comuni combinatori telefonici sfruttando la tecnologia dei telefoni GSM per l’invio del messaggio di allarme. Utilizzando il sistema GSM non è più possibile per il ladro tagliare i fili del telefono o occupare la linea chiamando il numero del sistema, tutto avviene senza linea telecom e si è quindi svincolati da ogni tipo legame. Oltre a questo esiste la possibilità di inviare messaggi SMS o di collegarsi a centrali degli istituti di vigilanza in modalità digitale.
Antintrusione – 8 – GLI AVVISATORI DI ALLARME
GLI AVVISATORI DI ALLARME
Lo scopo del sistema di allarme è quello di segnalare l’intrusione: all’interno dell’ambiente protetto per mezzo di sirene compatte, all’esterno con sirene autoprotette ed autoalimentate, a distanza attraverso combinatori telefonici. Anche gli impianti che dispongono di una chiamata a distanza devono avere almeno una sirena, che garantisce una segnalazione immediata dello stato di allarme, oltre ad un effetto deterrente locale.
SIRENE PER INTERNO
Quando l’intruso si trova all’interno dei locali protetti viene disturbato dalle sirene interne, prima ancora di sentire quelle esterne. Le frequenze utilizzate, medio alte, sono particolarmente fastidiose ed irritanti. Devono essere installate in posizione tale da garantire la migliore udibilità , evitando ripostigli e locali chiusi.
SIRENE PER ESTERNO
Le sirene per esterno devono essere dotate di segnalatore luminoso, in grado di evidenziare la provenienza dell’allarme, e sono necessarie per richiamare l’attenzione di vicini e passanti. Utilizzano frequenze medio basse, hanno potenza elevata e sono udibili a distanze notevoli. Il contenitore deve resistere alle intemperie ed al vandalismo. Vengono definite autoprotette ed autoalimentate poiché contengono una batteria, e sono in grado di suonare anche in caso di interruzione, dolosa o accidentale, del collegamento con la centrale. La durata del suono deve essere limitata da un temporizzatore interno che interviene in caso di guasto della centrale, o dei collegamenti, o dell’alimentazione. La batteria della sirena viene ricaricata dall’alimentatore della centrale, e deve essere sostituita ogni tre o quattro anni.
Antintrusione – 7 – Gli organi di comando di un sistema di antintrusione
Il sistema di allarme viene controllato tramite un organo di comando che deve, soprattutto, soddisfare le esigenze degli utilizzatori. La chiave, reale o virtuale che sia, deve rispondere a precisi requisiti: elevato numero di combinazioni, difficoltà di riproduzione, resistenza ai tentativi di manomissione.
Oltre a mettere il sistema in riposo ed in servizio, i dispositivi più evoluti offrono alcuni servizi addizionali, e consentono l’attivazione di apparecchiature accessorie.
L’organo di comando fa parte della centrale, e spesso è possibile aggiungere un organo ulteriore, differente dal principale.
LA CHIAVE MECCANICA
L’organo di comando più semplice ed economico è rappresentato da un interruttore comandato da una chiave. Il codice è meccanico, e si trova all’interno del cilindro. Le difficoltà nel proteggere il cilindro, i contatti ed i collegamenti elettrici, limitano l’uso di questo dispositivo, che viene spesso montato a bordo della centrale ma raramente viene utilizzato per il comando remoto.
LA CHIAVE ELETTRONICA
La chiave elettronica digitale contiene una memoria programmabile, con il codice dell’impianto. Normalmente le combinazioni sono oltre 4 miliardi, e la generazione del codice è assolutamente casuale. Il riconoscimento della chiave avviene all’interno della centrale d’allarme, mentre la chiave può essere connessa tramite inseritori remoti; il cavo di collegamento è a prova di manomissione. La chiave elettronica consente l’utilizzo parziale dell’impianto, e le spie sugli inseritori forniscono le principali segnalazioni. In caso di smarrimento o sottrazione di una o più chiavi, è possibile generare un nuovo codice e memorizzarlo nelle chiavi residue, ed in altre chiavi nuove.
IL RADIOCOMANDO (o TELECOMANDO)
Il dispositivo più comodo per controllare a distanza qualsiasi apparecchiatura è certamente il radiocomando, forma evoluta di chiave elettronica che non richiede alcun collegamento diretto. I più recenti algoritmi di cifratura rendono inutile qualsiasi intercettazione dei segnali radio, e la disponibilità di diversi tasti consente un utilizzo molto versatile, facile e sicuro. I trasmettitori hanno codici differenti, che devono essere appresi dall’unità ricevente, ed ogni utente del sistema ha il proprio trasmettitore; in caso di necessità è possibile memorizzare nuovi trasmettitori o disabilitarne alcuni. Oltre allo stato di servizio dell’impianto, il radiocomando può attivare richieste di soccorso, accensione di luci, apertura di porte. Il sistema di allarme genera opportuni segnali acustici che confermano la ricezione dei segnali e l’esecuzione dei comandi.
TASTIERE E CODICI
Il codice numerico, che deve essere introdotto attraverso una tastiera, è una chiave virtuale. La sua sicurezza dipende dalla lunghezza – sei cifre hanno un milione di combinazioni – e dal sistema, che limita i tentativi di accesso. Non ha batterie da sostituire, problemi di falsi contatti, può essere modificato facilmente, e può essere comunicato a distanza in caso di necessità. Anche i sistemi collegati con il telefono utilizzano codici numerici per le interrogazioni e per inviare i comandi. E’ il sistema ideale per coloro che non vogliono portare con se chiavi di alcun tipo. Il codice viene introdotto tramite una o più tastiere, che possono essere anche a distanza notevole dalla centrale. La tastiera consente la visualizzazione completa dello stato del sistema e della sua storia, quando è collegata con centrali che dispongono di orologio, calendario, e memoria degli eventi. I codici vengono riconosciuti all’interno della centrale, e quindi eventuali manomissioni delle tastiere, non compromettono l’affidabilità del sistema di allarme.
Antintrusione – 6 – I TEMPORIZZATORI
Quando l’organo di comando si trova all’interno della zona protetta, è previsto un certo tempo – solitamente circa un minuto – per l’uscita, mentre alcune decine di secondi servono per mettere a riposo il sistema, al ritorno. E’ opportuno prevedere un avviso acustico di preallarme, che ricordi all’utente di agire sul sistema evitando allarmi impropri. I circuiti di temporizzazione interni alla centrale provvedono a queste funzioni, oltre a determinare la durata dell’allarme.

